La biblioteca di Montag

Date da leggere agli affamati

La follia è una storia d’amore. Riflessione sui pazzi attraverso la letteratura

Bosch2Conosco bene quanto sia malfamata la pazzia anche tra gli individui più pazzi; eppure il fatto sta che, proprio io sola, rallegro con il mio divino potere di dèi e gli uomini”. Così la pazzia esordisce in Elogio della pazzia di Erasmo da Rotterdam. E’ lei che parla, che indaga e che si scruta e scrutandosi ed analizzandosi non fa altro che scrutare ed analizzare le reazioni degli uomini davanti a se stessa. “[…] appena mi presentai a parlare dinanzi questo così numeroso pubblico, subito le facce di voi tutti si rischiararono di una luce del tutto nuova e insolita, subito spianaste la fronte e piacevolmente applaudiste con un riso davvero pieno di allegria” – dice agli uomini che la ascoltano. Leggi il seguito di questo post »

Il sogno di un uomo ridicolo. Fëdor Dostoevskij e l’iperindividualismo

sognoL’uomo ridicolo è assalito da grande frustrazione. E’ convinto di essere tale; gli altri lo giudicano tale; gli studi che ha fatto dalle scuole basse all’università glielo confermano. Lui è un uomo ridicolo. Si sente inadeguato in un contesto sociale che lo mette ai margini e lo addita come un essere insignificante. Il disagio alimenta la sua disperazione, gli fa accarezzare propositi di morte, lo convince che, tutto sommato, ogni cosa gli sia indifferente. Nulla ha valore, consistenza; niente merita di essere tenuto in considerazione. Non c’è, insomma, nulla per cui valga la pena di vivere. Quando questi pensieri sono chiari dentro la sua mente, gli è anche chiaro che non può rimandare oltre il progetto di uccidersi. A casa ha una rivoltella, è proprio lì che si sta dirigendo quando lungo la strada si imbatte in una bambina che cerca di attirare la sua attenzione. Gli corre dietro disperata, cerca di convincerlo a seguirla, ma lui la scaccia malamente, prosegue nel suo cammino. Sta andando ad uccidersi. Eppure qualcosa di quell’episodio comincia a scavargli dentro. Un senso di colpa, forse. Perché, se è vero che tutto gli è indifferente, la scena di quella bambina lo strugge. Sapendo di essere ad un passo dalla morte, non dovrebbe risultargli tutto irrilevante? Se davvero niente importa, come mai continua a provare pietà per le persone sofferenti? Pensieri che lo accompagnano fino a casa e che lo tormentano nel momento in cui si trova con la rivoltella sul tavolo pronta ad essere utilizzata. Ma qualcosa succede, un sonno improvviso ed un sogno. Leggi il seguito di questo post »

Julio Cortázar o l’arte di essere Cronopio

julio-cortazarJulio Cortázar vi potrebbe facilmente apparire come uno scrittore anomalo, contorto nella sua narrativa. Leggendolo, leggendo i suoi racconti ed i suoi romanzi, siamo costantemente spinti a chiederci che cosa voglia dirci con quelle iperboli, con quel linguaggio assurdo che si accartoccia su se stesso, che cerca costantemente fughe centripete e che proprio non ci riesce a rimanere nel solco. Eppure, la sua è una logica rigorosa che ha addirittura un messaggio sotteso; ma è una logica di visioni, che va penetrata fin dentro il suo nucleo centrale. Per essere capita bisogna impiastricciarsi della sua stessa materia ed accettare il fatto che ogni parola è una sfida ed ogni frase una lotta ed ogni racconto ed ogni romanzo una guerra. Ma non armatevi con armi mortali, no, accettate che il mondo possa essere raccontato con il paradossale connubio tra rigore e leggerezza, quella leggerezza che – diceva Italo Calvino – “non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Leggi il seguito di questo post »

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